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Legittima stranezza

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo” … Ma poi ho avuto te.

E adesso ad essere strane siamo in due.

Bizzarre.
Difettose.
Un fantastico duo imperfetto.

Colorato.

Malleabile come argilla.
Ma resistente come l’acciaio.

Curiose e incuriosite.
Dai profumi, dai paesaggi, dalle persone, dalle storie.
Dalla vita.

Sempre pronte a partire.
Ma capaci di restare.

Di respirare.

Di tacere.

Di amare.

Siamo brace che si incendia con le scintille di un tramonto.
Siamo terra che diventa fertile sotto la pioggia.

Imprescindibili l’una dall’altra.
Come l’acqua con la sete,
come il vento con le onde,
come le rose con la primavera,
come l’alba col mattino.

Io il caffè e tu il latte.
Io lo zucchero grezzo e tu il miele.
Io lo zenzero e tu l’anice stellato.

Sbagliamo strada senza mai perdere la rotta. Cantiamo sempre senza sapere le parole.

Se tu cadi io mi sdraio accanto a te e insieme diamo forma alle nuvole, guardiamo le stelle, studiamo i pianeti.

Il viaggio più bello è quello in cui mi tieni la mano, quando mi dormi accanto su un materasso scomodo e le lenzuola si fanno seta dentro i tuoi abbracci.

Girare il mondo al tuo fianco è indispensabile come il tè delle cinque.

E’ lì, proprio lì su quei tuk tuk scalcagnati, che ci sentiamo davvero libere.

Di essere.

Di esprimere la nostra stranezza. Di realizzare ogni magia. Di attraversare le strade della nostra fantasia, di dipingere il panorama con parole di poesia.

Senza te io non sarei me.

O sarei me, ma senza te che senso avrebbe essere me?

Stai con me che io sto con te.

E insieme, te lo prometto, conquisteremo il mondo.