Ciao papi, mi piace questa abitudine che ho preso di scriverti lettere da spedire laggiù, in quel non luogo dove il tempo non esiste e neache le poste italiane.
Mi piace aggiornarti sulle cose di questo mondo, come se tu fossi troppo indaffarato a far ridere la gente di là, per occuparti delle cose di qua.
Che poi in realtà io lo so che te ne occupi lo stesso; lo capisco quando una cosa si infila perfetta al suo posto, in modo del tutto inaspettato, nella mia vita al cardiopalma.
Mi viene sempre un po’ da sorridere, come quando c’eri anche tu qui in carne e ossa e sistemavi i miei casini senza troppe manfrine, senza rinfacciare, senza farmelo pesare mai. Come se il tuo compito su questa terra fosse quello di spianarci un po’ la strada, di renderci la vita un po’ meno dura, e tu lo avessi accettato di buon grado dal primo giorno in cui sei stato promosso al ruolo di padre.
Ruolo che hai sempre interpretato benissimo. Se ci fosse la notte degli Oscar genitoriali, vinceresti a mani basse nella categoria.
E non lo dico perché non sei più qui e quindi tutti gli spigoli si appianano e si santificano i ricordi, lo dico perché penso che ogni essere umano meriterebbe un padre come te.
Comunque tornando alla terra, siamo in condizioni sempre più critiche, la follia omicida data da guerre di potere sta decimando la popolazione in diverse parti del mondo, gli uomini – intesi come genere – sono ancora al comando praticamente in ogni paese (tranne in Italia, ma preferisco soprassedere perché ci sarebbe solo da piangere) si lotta ancora per i diritti delle donne (anacronistico eh?)e delle minoranze. E per la pace, utopia senza tempo.
Oggi più che mai i governi del mondo tendono ad un’ ideologia fortemente nazionalista, esaltando il patriottismo a discapito dell’inclusione e della solidarietà tra popoli diversi.
Insomma, oltre a guerre sanguinose e genocidi inenarrabili, morti in mare in cerca di una vita migliore, anche la democrazia in via generale sta subendo una grande involuzione.
È un quadro molto triste, lo so, e mi dispiace darti queste notizie e chissà se un giorno sarò ancora qui per raccontarti che i miei ideali hanno finalmente avuto una realizzazione su questa terra. Ancora ci credo, e provo a trasmetterli a Bianca, che spero andrà a manifestare nelle piazze come facevamo noi da ragazzi. Con coraggio e determinazione, perché nessun grido sarà lanciato a vuoto finché c’è ancora qualcosa in cui credere.
Mi dicevi che ero una testona, con l’orgoglio che ti scintillava negli occhi..Beh, non so se ti consola, ma sono ancora così. Anche se più morbida di prima. Grazie al cielo negli anni sono maturata e le mie scelte di vita mi hanno portato ad essere una persona molto più morigerata e gentile di quanto non fossi un tempo.
Ora sono in viaggio – condizione costante – e qui, in questa parte di mondo, è quasi primavera; il compleanno tuo e di Bianca segnano sempre l’inizio della stagione dei fiori e della rinascita.
Per nulla casuale direi.
I miei alberi preferiti numero UNO, le mimose, sono già fiorite da un pezzo date le temperature fuori controllo di questo inverno bizzarro, ma ora sono sbocciate anche le magnolie che, da quando vivo ad occhi spalancati, sono balzate al numero DUE della classifica degli alberi preferiti. I loro fiori sembrano origami, con petali rosa bianchi e fucsia, e la cosa pazzesca è che sbocciano all’improvviso. Un po’ come fa l’amore.
Il giorno prima piove, il cielo è grigio, l’umore plumbeo e tutto risuona nelle note di November Rain. Poi ti svegli, l’orizzonte è azzurro terso e BOOM, le magnolie sono in fiore e c’è Bjork che canta All is full of love con la sua voce fatata.
Mi incanto ogni volta che le vedo. Dovrei mettere una clausola sull’assicurazione della macchina, per incidenti causati dagli alberi in fiore.
Comunque ho superato l’inverno anche questa volta, e non è che io lo dia proprio per scontato. Nella mia vita al cardiopalma, non c’è nulla di scontato.
C’è anche una grande novità, che ti farà ridere e festeggiare con la tua combriccola angelica, ma me la tengo per la prossima lettera, non voglio rubarti tempo prezioso che trascorri incastonando pezzi di universo nel puzzle delle nostre vite.
Ti prometto che ti scrivo presto, anche alla mamma che sta lì a mandarmi parole per le mie poesie, dille che le ricevo tutte e che ne farò buon uso. Grazie per essere venuti a trovarmi in sogno, è stato bellissimo essere di nuovo figlia, eravate così vivi! La gioia di quel risveglio mi ha accompagnato per giorni.
Buon compleanno Papi, che immensa fortuna essere stata la tua figlia sgangherata.
Abbi cura di te.
Con amore,
Tata.
