Equinozi e solstizi sono stati momenti di particolare rilevanza nella mia vicenda personale.
Forse perché nella mia vita tutto ha sempre avuto a che fare con la luce.
E quindi, inevitabilmente, anche con il buio e il loro continuo alternarsi.
Che si esprime meravigliosamente nel loro incontro: albe e tramonti.
Tutti i miei ricordi più belli e significativi sono legati a quei momenti perfetti, in cui il buio si dissolve nella luce e viceversa.
Non è un caso che tu sia venuta al mondo durante un equinozio, in cui giorno e notte hanno la stessa durata, in perfetto equilibrio.
E che io sia nata durante un solstizio, quello più luminoso.
Siamo sempre state legate da qualcosa di mistico e misterioso io e te. La sincronicità del nostro incontro deve avere a che fare con le stelle.
Quello scintillio che illumina le notti oscure.
Ti ho desiderato fortissimo, a te proprio a te, esattamente così come sei.
La mia unità di misura. Il mio punto cardinale.
Ti direi che sei acqua. Un oceano. Fra tutti, l’Atlantico.
Vasto, profondissimo, mutevole, eterno.
Mi ricordi che esisto.
Che lascio impronte al mio passaggio.
Che c’è qualcosa che unisce cielo e terra in un continuo scambio karmico.
Quando ho scelto di diventare madre non sapevo nulla di ciò che sarebbe successo.
Ma in quel preciso momento avevo un disperato bisogno di amare.
Di amare nel senso più nobile del termine.
E chissà poi se tu lo sai quanta rivoluzione hai portato nella tua giovane e scombussolata madre quando hai deciso di arrivare proprio lì, in quell’ ospedale in mezzo all’ acqua, in una tiepida e stellata sera di marzo.
Oggi di nuovo si celebra l’incontro di luce e buio esattamente nel momento in cui tu lancerai il tuo desiderio nel cielo, spegnendo le tantissime candele che metterò sulla tua torta; e sono certa che quel misterioso misticismo che raccoglie i desideri e li manifesta nelle nostre vite, sia lì nel cielo stellato pronto a ricevere il tuo.
Pochi giorni fa sentendo la classificazione del modello genitoriale stilata da un famoso pediatra, tu che sei schietta e diretta per nulla compiacente, mi hai incluso senza incertezze tra i genitori faro.
(Facendomi sussultare internamente di una profonda gioia).
Una costruzione solida e inamovibile, che illumina a raggio indipendentemente dalla rotta del navigante.
Ancora una volta qualcosa che ha che fare con la luce.
Divertiti in questo nuovo giro intorno al sole, mia splendida ragazza dagli occhi di caramello.
Mia dolcissima primavera.
“Devo a te questa bilancia esatta,
Questo guardare da fuori il corpo,
E il mondo da dentro”
