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Notti Bianche

La luce entra tremolante dallo spiraglio lasciato aperto nella finestra.

Nella mansarda fa caldo d’estate, ma io che amo il clima tropicale ci sono abituata; mi sveglio un po’ sudaticcia nelle stesse lenzuola che mia nonna mi aveva spedito in Costa Rica, quando vivevo nella casa delle antenne, in Playa Negra.

Il clima umido e il silenzio che circonda la casa un po’ mi ricordano quelle mattine appiccicose dal sapore caraibico. Mi stropiccio gli occhi e mi giro; la tua schiena liscia è arrotolata dall’altra parte del letto, o in orizzontale in fondo ai piedi. Non sei mai stata capace di stare ferma quando dormi.

Quando ho visto questa casa ho pensato che mettere un piano di scale fra le nostre camere sarebbe stato complicato e non sentire più il tuo respiro forte la notte, mi faceva quasi paura. Ma poi, come travolte da un’insolito destino, ci siamo trovate qui ad arredare la tua camera al piano di sotto e a riempire le scale di lanterne e lucine così da illuminarti la strada in quelle notti in cui cerchi compagnia e consolazione.

Anche stanotte ho sentito i tuoi passetti avvicinarsi, un gradino dopo l’altro.

Sono quasi le 3 e io sto ancora leggendo. E’ una di quelle notti in cui non riesco a prendere sonno e sentirti arrivare calma sempre i miei pensieri. Mi piace allineare il mio respiro con il tuo.

Non dici niente, fai il giro intorno al letto e sali dall’altra parte, da quella che chiamo la parte del passeggero. Il passeggero che mi accompagna nei viaggi notturni.

Non dormiamo abbracciate, non lo abbiamo mai fatto. Tu non lo fai neanche con i tuoi pupazzi e io mi divincolo sempre dagli abbracci della notte.

Ma ci cerchiamo nel buio. Piede contro piede. Una mano nell’altra, un braccio sulla mia coscia. Un contatto qualunque. Come a dirci: ehi, sono qui.

Spengo la luce faccio un’orecchia al libro, ti prendo la mano e la metto vicina alla mia faccia e le mille parole che affollano la mia mente si dissolvono in nuvole di fumo trasparente. Se aprissi gli occhi mi vedresti sorridere. Stringere la tua mano in una delle mie tante notti insonni mi trasporta immediatamente a quel grande letto con la testata in ottone, nella camera in fondo al corridoio.

Dove andavo a cercare conforto quando gli incubi non mi facevano dormire. E Lei mi faceva spazio dalla sua parte, senza domande o smancerie. Solo un mano, un contatto, il profumo buono della sua pelle e i mostri se ne andavano da qualche altra parte per non tornare più. E la mattina aveva il sapore del suo caffè e di quel sorriso dolce con cui mi riempivo gli occhi.

Tu mi fai lo stesso effetto.

La tua pelle sa di casa. Il tuo corpicino morbido è un rifugio antiatomico per le notti in cui nella mia testa scoppiano le bombe.

Provo ad allineare il mio respiro con il tuo per rallentare i battiti del mio cuore che da sempre viaggia più veloce dei miei pensieri. E’ quasi l’alba e so già che tra poco ci alzeremo e le mie occhiaie saranno sempre più marcate, ma in realtà non mi importa poi molto. Aspetto quel momento in cui aprirai gli occhi, e sarà come quando il sole arancione sbuca dalla linea dell’orizzonte riscaldando i colori e illuminando pigramente il paesaggio circostante.

Quando ho disegnato i tuoi occhi con quelle ciglia infinite non avrei mai pensato che sarebbero venuti così bene. Ci sono talmente tante cose dentro a quell’iride che ha il colore della sabbia quando viene bagnata dal mare, che sarebbe impossibile non trovare sollievo dentro il tuo sguardo.

Sei la mia alba. Il risveglio più dolce. Il conforto delle mie notti bianche.

Ho gli occhi bagnati ma non sono lacrime giuro, è solo che faccio fatica ad aprirli e mi bruciano.

Merda, mi hai fatto diventare talmente sdolcinata che quasi non mi riconosco.

O forse mi conosco per la prima volta.

Non lo so, sono confusa. Quando non dormo, la mente è impastata come la mia voce.

“Ho fame Mamma, facciamo colazione?”

Hai aperto gli occhi ed è di nuovo giorno e io sono felice che stanotte tu sia venuta a trovarmi.

Lo spiraglio di luce illumina le lenzuola, stropicciate come le nostre facce. Promettimi che tornerai anche domani.

E’ bello averti vicino nelle mie notti bianche.