Ciao papi che si dice sul piano angelico?
Stamattina ti cercavo tra le nuvole, c’era un raggio di sole fiacco che illuminava la stanza e non sono riuscita a scorgere i soliti colori rosa arancio dell’alba che mi aiutano sempre a ridurre la distanza tra voi e noi.
Qui sulla terra è un maracanà.
C’è una guerra da quasi un anno di cui nessuno ormai parla perché non fa più molto notizia, e la cosa che preoccupa di più – qui dove non arrivano le bombe – è il rincaro della benzina e l’aumento spropositato delle bollette.
Il cambiamento climatico ha spazzato via l’inverno e la stagione fredda, ma nel microcosmo in cui viviamo noi esseri umani non ci si angoscia molto per il macro problema, la cosa grave è che quest’anno non si possa andare a sciare.
E poi c’è la pandemia che non è mai finita, e che ci ha lasciato tutti un po’ più aridi, perennemente ammalati e diffidenti verso il prossimo. E anche un po’ più orientati verso il profitto, il consumismo, l’accumulo e il guadagno a tutti i costi. Che è un paradosso ripensando a tutti i buoni propositi dei tempi in cui stavamo rinchiusi dentro quattro mura e si vaneggiava sull’importanza delle relazioni umane e sull’insulso valore che stavamo dando alle cose sbagliate.
Insomma se devo essere onesta questo qui non è un gran posto in cui vivere al momento e tu sai quanto io sia sempre stata attratta dalle foreste… forse sarebbe arrivato il tempo giusto per migrare verso uno stile di vita più autentico. Più che un cieco progresso adesso ci vorrebbe un drastico regresso all’epoca in cui i popoli vivevano completamente immersi nella natura e nei suoi cicli ed erano convinti che ogni loro azione influenzasse il mondo naturale, cosa di cui oggi si è completamente persa la percezione. Eppure è ancora così terribilmente attuale.
Comunque papi, ti volevo rassicurare che nonostante tutto io sto bene, anche Bianca che ormai è in aria da adolescenza, che continuiamo a viaggiare insieme nelle nostre avventure un po’ borderline e che sono molto innamorata e che l’amore è ancora, e sempre, la mia guida sicura in questo circo che è la vita.
Stamattina guardavo una fotografia e mi chiedevo se la mamma indossasse il rossetto anche lì, o forse sarebbe un po’ inadatto al contesto, e le poesie le scrive ancora? si mette ancora in posa fingendosi disinvolta per le fotografie? che voglia avrei di parlarvi, di avere un rapporto alla pari con voi, tra adulti, disquisire di questo e di quello, senza mendicare per forza consigli, consolazione, premure e attenzioni come facevo da ragazzina. Mi hai sempre fatto sentire così figlia con la tua imperitura tenerezza. E lo ammetto, era una sensazione che mi piaceva tantissimo.
Ora ti saluto papi, ti sto scrivendo da uno dei tanti treni che solcano la mia esistenza, perennemente in movimento tra nord, sud est e ovest. Ho un bellissimo libro da iniziare e il panorama dal finestrino che mi aspetta per ispirare uno dei miei tanti scritti.
Dai un bacio alla mamma, dille di venirmi a trovare in sogno che mi mancano i suoi occhi obliqui.
Ci vediamo presto.
Non troppo però che ho ancora delle cose da fare qui.
Ti amo,
Tata.
