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1 + 1 = FELICITÀ x 2 {L’equazione della felicità}

Sembra un’operazione semplice.
Ma risolverla non è per niente un processo banale.

Io poi che so contare soltanto 44 gatti in fila per sei col resto di due.
Non avevo speranze.
Rimandata a settembre del duemilaemai.

Poi…la maternità.
💡
Che arriva come un’illuminazione.
La soluzione dell’equazione.
Un bigliettino passato sottobanco dal primo della classe.
Una lampadina da 100 watt accesa all’improvviso in uno scantinato buio.
La luce della luna piena che spunta dal tetto di un palazzo nel cuore della notte, illuminando a giorno ogni cosa.

Improvvisamente capisci che tutto quello che ti è successo nella vita, ti ha portato esattamente dove sei ora.

Rivedi la tua infanzia come un film trasmesso in bianco e nero.
Fotogrammi persi nei buchi neri della memoria che inaspettatamente si fanno chiari e limpidi nella tua mente.

Ritrovi nelle tue mani – impacciate e sfuggenti fino ad oggi – i gesti di quelle mani calde, ferme, e così confortanti, che ti coccolavano da bambina.
Ti ritrovi a cantare a tua figlia la stessa insensata e stonata ninna nanna che tua mamma ti cantava da piccola.
Proprio lì, vicino all’orecchio, sottovoce, come faceva lei.

E capisci che la vita è davvero un ciclo.
Incredibile ed imprevedibile.

Capisci (finalmente, alla buonora) che tua mamma, prima di essere MAMMA, era un donna.
Aveva paure, debolezze ed emozioni che, il più delle volte, esulavano dal rapporto genitore-figlio e che, probabilmente, sono le stesse che hai tu, adesso.

Comprendi il significato profondo della parola AMARE. Nella sua etimologia poetica che la vuole come parola semplice, non composta. Una parola che non deriva da altre: la sua radice significa se stessa. Ecco, capisci da dove viene esattamente quella radice.

Capisci il dolore negli occhi di tua madre ai primi segni di ribellione adolescenziale; che probabilmente sarà lo stesso che avrai tu, se il karma busserà alla tua porta tra qualche anno.

Trasformi la frenesia di mangiarti la vita a grandi bocconi nella necessità di rallentare per goderti ogni attimo, ogni minuto di vita, ogni tramonto.

Ogni favola letta in due sul letto.
Ogni risata che esplode come un’eco insieme alla tua.
Ogni battito di ciglia (le sue ciglia…..quelle sue meravigliose ciglia, lunghe come la coda di un pavone).

Vuoi rallentare perché adesso dai un valore diverso al tempo.
Perché il tempo, adesso, ha davvero un valore diverso.

Vederlo scorrere sul viso di tua figlia che diventa “grande” (ogni giorno un po’ di più), su quelle rughe attorno ai tuoi occhi che diventano sempre più marcate (maledette) – vederlo scorrere così incredibilmente veloce ed inesorabile, ribalta tutti i tuoi schemi mentali.

Vuoi andare improvvisamente piano.
Ti viene voglia di tirare il freno al mano.
O semplicemente di scalare marcia e rallentare, per godere meglio del paesaggio che scorre fuori dal finestrino.

E di paesaggi, noi due, ne abbiamo condivisi parecchi fino ad ora.

E così, senza aver imparato una ceppa di matematica ma avendo attraversato i continenti – con due occhi diventati quattro, un cuore sdoppiato in due, quattro braccia a reggere i desideri – tanti – e quattro gambe impazienti di percorrere strade inesplorate – oggi, con grande orgoglio, posso dire di aver trovato la soluzione a quell’equazione…

LA FELICITÀ È L’UNICA COSA CHE SE CONDIVISA, SI RADDOPPIA