La sera prima che cominciasse la scuola eravamo nel letto dopo i nostri rituali d’amore, la storia della buonanotte, e la lista dei desideri da realizzare (la mia sempre la più lunga)
La stringo a me più forte che posso mentre lei si divincola dalle mie braccia.
Le dico che sicuramente poi le mancherà questa mamma piovra ora che ricomincerà la scuola, e lei – un po’ restía a manifestare a parole i suoi sentimenti – mi risponde: “Guarda che mi manchi sempre. Anche ora che scenderai dal letto mi mancherai”
Mentre mi chiedo se di così tanta dolcezza riuscirò mai ad abituarmi, le blocco le mani dietro la schiena e affondo la testa fra i suoi capelli morbidi.
Sì lo so, dovrei essere io a rassicurarla con parole dolci e confortanti, ma poi va sempre a finire così.
Dei suoi abbracci consolatori io mi nutro.
La sua delicatezza è un paracadute per quando casco sulla terra dal mio mondo sospeso
Quella pelle così soffice e rasserenante, quei piedini lisci, i capelli morbidi e quel profumo… Di biscotto, di fiori bianchi e acqua di mare.
Di frutta tropicale e sabbia chiara.
Il suo profumo è un quadro astratto fatto di tutte le cose belle che abbiamo visto insieme.
Non riesco a farne meno
Ma chissà, ora che crescerà sotto i miei occhi ogni giorno un anno in più – questo profumo cambierà e la sua mano non sarà sempre in cerca della mia come punto di riferimento ad ogni passo.
Il mio papà mi teneva per mano anche a 30 anni. Camminavamo così, come due innamorati al primo appuntamento.
Perché poi, in fondo, lo eravamo.
Innamorati.
Che io all’amore, davvero ci crederò sempre; ma quell’amore lì – quello che c’è tra genitore e figlio – è un filo di acciao ad elevata resistenza, è un vulcano che erutta, un grido primordiale, luna piena che sposta le maree e sole acceso che illumina il giorno.
È vita che si rigenera.
Porto sicuro.
Radice profonda –
Spengo la luce, le do un bacio sulla fronte, vado di sopra in camera mia.
▫️
“Anche tu mi manchi sempre amore mio”.
