“Beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui loro errori.”
Così recita la battuta di uno dei miei film preferiti.
I protagonisti, Joel e Clementine, si fanno cancellare la memoria dopo aver avuto una meravigliosa ma dolorosa storia d’amore.
Cancellare per non soffrire.
Come una gomma che fa scomparire con un solo gesto, pagine intere scritte a matita sul foglio bianco della vita.
Ed è proprio così che lavora il nostro cervello.
Non so il vostro, ma il mio sicuramente ha una gomma di quelle giganti che vendono da TIGER: cancella senza lasciare traccia.
E adesso, in queste giornate silenziose in cui sto ripercorrendo e rileggendo le pagine scritte a matita, rimango inerme e stupita da quante pagine bianche ho lasciato nel libro della mia memoria.
Ho cancellato con grandi e frettolosi gesti, proprio subito dopo aver scritto, senza neanche dare il tempo alla grafia di imprimersi sul fogli così da recuperarne i tratti se mai un giorno avessi voluto tornare proprio lì, a quelle pagine.
I buchi nella mia memoria corrispondono esattamente ai periodi ed alle circostanze che mi hanno fatto più soffrire.
Come se qualcuno si fosse intrufolato nella mia camera di notte e avesse collegato l’ hard disk che ho nella testa al pc principale, per cancellare i files che si insinuavano come un virus nel mio data base, infettandone tutto il contenuto.
Eppure il pc di solito te lo chiede fino alla fine: sei sicuro di voler eliminare il file?
Tu hai cliccato ok così, d’istinto, senza darti neanche il tempo per pensarci su.
Come i protagonisti del film che per non soffrire più il distacco uno dall’altra, si fanno rimuovere completamente il ricordo legato all’altra persona, alla loro storia d’amore e a tutte le esperienze vissute insieme.
Processo inconvertibile.
Non si torna indietro.
The file has been deleted.
Ok, non si torna indietro, non posso riscrivere quelle pagine rimaste bianche, ma posso collocare un nuovo hard disk, impedire l’eliminazione dei files, installare l’antivirus e buttare la gomma da cancellare
A dire il vero, ho buttato anche la matita e ho iniziato a scrivere con il pennarello indelebile.
Perché è proprio così che voglio che siano i miei ricordi d’ora in poi, tutti quanti, anche quelli dolorosi: INDELEBILI.

Se ne sono andati via tutti, non c’è più nessun ricordo.
Almeno torna indietro e inventati un addio, facciamo finta che ci sia stato.
Addio Joel.
Ti amo.
Ci vediamo a Montauk.»
