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Mashallah Turchia!

Non saprei dire esattamente quando ho deciso che questa sarebbe stata la nostra destinazione, e nemmeno perché.
Credo che i viaggi nascano da un’intuizione profonda, una chiamata direi.
E forse è per questo che quando viaggio capita frequentemente di sentirmi esattamente dove dovrei essere, con tutti gli imprevisti e gli ostacoli del caso.
È come se il paese prescelto avesse una specifica lezione da impartirmi, un messaggio ancestrale da raccontarmi.
E così questa volta, siamo sbarcate in Turchia..di cui molto avevo studiato ma su cui avevo solo idee confuse e bozze di itinerari. Non ho ascoltato pareri e suggerimenti (non lo faccio quasi mai prima di partire), mi lascio guidare da ciò che accade, sicura che il viaggio stesso saprà condurmi.

Noi due compagne di viaggio siamo molto cambiate lungo la strada, Bianca da neonata senza ancora la parola è diventata una ragazza piena di ironia, di umori, ormoni, silenzi, e di brillanti intuizioni. Come rido con lei adesso, mi capita con poche persone. La nostra complicità raggiunge livelli altissimi quando si tratta di gag e di battute che, mi rendo conto, capiamo solo noi e che ci fanno scompisciare fino alle lacrime.
Durante questo viaggio abbiamo tenuto un “quaderno delle gag” dove appuntavamo quelle più esilaranti, e che a ricordarle ci viene ancora da ridere.

Nonostante ora abbia la facoltà di lamentarsi che da bambina non aveva (verrà ricordata per sempre come la bambina priva di capricci, crescendo finalmente ha imparato ad esprimere il suo dissenso), di sicuro il suo spirito di adattamento fenomenale e la sua resistenza militaresca, sono frutto di un lavoro certosino materno, fatto di sbattimenti infiniti, zaini pesanti, sveglie notturne, spostamenti scomodi, direzioni incerte ed errori di valutazione.
Fa tutto parte del viaggio, e (io credo) anche della vita.
Certo è, che anche in questo viaggio, come sempre accade, io ho tenuto il timone e lei si è lasciata guidare, con la fiducia che solo un bambino nei confronti dei propri genitori riesce ad avere.
Non mi ha mai chiesto quale fosse la tappa successiva, semplicemente si andava.
C’era un bus da prendere, un tram, un treno, lo zaino da fare o da disfare, cose perse e cose trovate lungo la strada, tutto era in trasformazione e in continuo movimento e lei mi seguiva instancabile.

Magari racconterà alle sue amiche una versione diversa e agghiacciante di ciò a cui sua madre (la scellerata) la sottopone, mentre loro fanno vacanze normali, magari al mare, dai nonni, al centro estivo o chissà.
Ma fa parte della storia.
Si guarda sempre a quello che fanno gli altri come a ciò che vorresti per te stesso,  finché non cresci e ti rendi conto che ognuno ha la propria strada e che quella che hai percorso era quella giusta per te e sei grato di tutto ciò che hai vissuto, delle discese ardite e delle risalite.

E quindi MashAllah Turchia!
Perché ti abbiamo attraversato con ogni mezzo e con tutto il cuore e tu ci hai spianato la strada lasciandoci impressionate davanti a panorami incredibili.
Ci hai regalato momenti suggestivi che resteranno cristallizzati nella nostra memoria, persone amabili e gioiose che hanno incrociato il nostro cammino anche solo per un istante, compagni di viaggio apparsi per indicarci la strada quando ci siamo perse per i sentieri, moschee sempre aperte quando cercavamo silenzio, acque profonde e magnificamente turchesi per rinfrancarci dalle fatiche del viaggio, lezioni per me che ho appuntato sul mio quaderno di vita e che prometto di imparare, lacrime di gioia e profonda commozione, spiriti guida sottoforma di cani, tartarughe caretta, e tante, tantissime risate.

Al popolo turco e a questo paese..
Teşekkür ederim  che come sempre è la prima parola che abbiamo imparato e anche quella che abbiamo ripetuto più spesso.