C’è questo posto ad Holbox, si chiama Le Jardin 🌱 ed è gestito da un simpatico ed energico signore francese che sforna croissants e pains au chocolate come se fosse a Rue du Faubourg Saint-Honoré.
Ti disconnette. Da tutto ciò di cui, in realtà, non hai bisogno.
Beh in questo posto c’è un angolo pieno di libri per bambini in tutte le lingue del mondo, cuscini con le forme degli animali, pennarelli e qualche giocattolo.
Qui si incontrano bambini di ogni nazionalità e si parlano in quel linguaggio tutto loro, giocando e disegnando così spontaneamente che sembrano conoscersi da sempre.
Senza alcuna barriera, etnica o linguistica.
Dall’altra parte ci sono gli adulti che bevono litri di caffè rapiti dai loro smartphone o computer, occupati in una videochiamata o nel contattare famiglia e amici lontani.
Chi si conosce scambia una parola o una risata, chi è solo, legge o scrive seduto su uno sgabello, un po’ estraniato dal mondo circostante.
Sono inebriata dal profumo di croissants che esce dalla cucina (dopo settimane di burritos e quesadillas) ruoto sul mio sgabello, mando giù un sorso di caffè nero (di quello buono finalmente) e guardo Bianca di là – nella stanza dei giochi – che ride e disegna con un bambino comunicando chissà in quale lingua.
E intanto penso…..siamo davvero noi ad insegnare ai bambini a stare al mondo? o sono loro ad insegnare a noi come si dovrebbe fare, per stare bene in questo mondo?
