Viaggiare a DisneyWorld low cost si può!
Se poi la compagnia aerea ti perde lo zaino e ti ricompensa con una carta di credito (la nostra era di quasi $100) hai svoltato!! La giornata al parco è ampiamente ripagata (tranne per il prezzo del biglietto d’ingresso – per quello è meglio iniziare a risparmiare con mesi di anticipo ) e riesci a farci saltare fuori anche le orecchie di Minnie e qualche souvenirs
Avevamo in programma un lungo e difficile viaggio per il Messico. Volevo farle un regalo che le desse la giusta carica di eccitazione ed adrenalina per partire con entusiasmo per la nostra avventura zaino in spalla.
È così che ho organizzato una sosta a sorpresa a DisneyWorld in Florida prima di arrivare a Cancun, mantenendo il segreto per lunghi mesi in cui ero talmente felice della sorpresa che avevo pure dimenticato che, a me, le principesse Disney mi sono particolarmente indigeste, quasi quanto l’ostentazione tipica della Florida.
Ma cosa non si fa per farli felici?
Partiamo quindi con British Airways facendo scalo a Londra ed atterrando a Orlando nel primo pomeriggio. Appena arrivate (abbastanza provate dal viaggio e dal jet lag), scopriamo che il nostro fedele zaino si è perso da qualche parte a Londra e non arriverà prima di 24/48 ore (piccolo attacco di panico perché saremmo partite da Orlando per Cancun giusto 48 ore dopo…Arriverà in tempo?!)
Non ci facciamo abbattere dall’imprevisto soprattutto perché mi presento al banco British in aeroporto visibilmente contrariata e con finte lacrime agli occhi (funziona sempre) e riesco ad ottenere un rimborso che consiste in una carta di credito ricaricabile del valore di quasi 100$ (ufficialmente per i beni di prima necessità). Nel bagaglio a mano porto sempre un cambio biancheria per me e per Bianca, ad Orlando non fa caldissimo (è fine gennaio) quindi possiamo usare gli stessi vestiti con cui abbiamo viaggiato, e i 100 dollari gentilmente offerti da British, saranno utilissimi per pagare cene in hotel, snack e gingilli dentro al parco che so bene essere carissimo (il cerchietto di Minnie costa 39.90 dollari 😳 cioè………40$ un cerchietto con le orecchie…siamo seri?!).
Lo shuttle ci scarica di fronte la porta del nostro hotel, un resort immenso che a noi non interessa particolarmente se non per la comodità dei letti king size, il lago bellissimo sul quale si affaccia, la colazione all’americana di domani mattina e la navetta gratuita per il parco.
Ordiniamo un paio di hamburger al room service (gentilmente offerti da British) e ci mettiamo a dormire; Bianca non sta più nella pelle, fa mille ipotesi e supposizioni sulla sorpresa che l’aspetta, ma l’abbraccio del letto king size e dei 42 cuscini ha la meglio sull’eccitazione, non sappiamo che ora è, non capiamo niente ma cadiamo in un sonno ristoratore.
E’ mattino, siamo le prime a fare colazione, il bus navetta per il parco parte verso le 8, facciamo un giro per vedere il lago e in qua e in là si nota qualche immagine Disney, ma ancora nessun segreto è stato svelato.
Il Disney Magic Kingdom dista quasi un’ora dal nostro hotel ed è già emozionante vedere quanta gente da tutto il mondo sta salendo sul nostro bus; neonati, bambini, adulti, anziani, anzianissimi, tutti con gli occhi pieni di magia e trepidazione. Io guardo Bianca che sbircia fuori dal finestrino in attesa di un indizio e il cuore mi scoppia nel petto.
Riguardo al parco invece, sono molto scettica, “sarà un’americanata” penso……(vedi alla voce PRECONCETTI).
Scendiamo dal bus e Bianca ha già la benda sugli occhi, non avevo idea che ci aspettasse ancora mezz’ora di tragitto (in treno o traghetto) per raggiungere l’ingresso del parco. Scegliamo il traghetto (più scenografico), senza mai togliere la benda perché avevo paura che si intravedessero le torri del castello da un momento all’altro (😅😅).
Ce l’abbiamo fatta, sbarchiamo, oltrepassiamo i 700 controlli all’ingresso ed entriamo nel parco. Eccolo lì il castello…..Holy Spirit! La vista di quel coso finto che ci sovrasta e che, per anni ho visto sullo schermo all’inizio dei film, sta emozionando anche me.
Ok, è arrivato il momento, la posiziono di fronte al castello e le tolgo la benda.
Nessuna reazione. 😑
Scusa ma, in che senso???? Sei viva?? Hai capito dove siamo? Lo hai riconosciuto???
Ero talmente piena di aspettative riguardo alla sua espressione che non mi sono resa conto che era davvero spaesata e totalmente senza parole. Camminiamo un po’ per i vialetti del parco dirigendoci verso Fantasyland; Ancora nessuna reazione.
Decido di portarla subito da Ariel, che è da sempre la sua preferita; entriamo nel mondo sommerso, il trenino passa attraverso i manichini animati dei personaggi che sembrano reali in modo quasi inquietante, poi arriviamo da Lei, la donna sirena, ed lì che capisce davvero dove siamo e che si rende conto di essere dentro ad un sogno diventato realtà.
Il tempo dentro al parco scorre in modo tutto suo, proprio come nei sogni; saltiamo da una giostra all’altra felici come due fringuelle, prendiamo qualche snacks da starbucks e ci sediamo sul prato a mangiare.
La gioia del suo sorriso è contagiosa, mi do le pacche sulle spalle da sola, brava Benny, sorpresa riuscita. Ancora qualche abbraccio ai personaggi e alle principesse ed è già l’ora del tramonto.
Siamo stanche morte e l’ultima navetta per l’hotel parte alle 20:00, ma non possiamo perderci la sfilata della Pixar e il fascino del sole che cala dietro al castello.
E’ così che perdiamo il bus (tutto regolare – ci siamo abituate in fondo no?!), e comincio a gironzolare per lo sconfinato parcheggio cercando un tassista che mi ispirasse simpatia e che mi proponesse un prezzo onesto. Eccolo lì, un signore jamaicano con un sorriso stampato sulla faccia. Chiacchieriamo molto durante il viaggio di ritorno, e ci troviamo d’accordo su tanti punti di vista riguardo Orlando, Gli Stati Uniti, il sogno americano ecc… Ma è quando gli dico: “Ho visto migliaia di adulti senza bambini gironzolare per il parco con cariole di pop corn e cerchietti con le orecchie….Sono matti?? Ma che ci vengono a fare…?” che mi dà la risposta del secolo.
“Vengono a cercare la magia”.
E’ davvero così. Camminare su nuvole di zucchero a velo in un mondo fantastico è incredibilmente terapeutico; è una fuga dalla realtà frivola e un po’ pacchiana che fa così bene al cuore che dovrebbe essere prescritta dal medico, su ricetta rossa, ad ognuno di noi.
