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Parole a una figlia

“Decidere di avere un figlio è una scelta radicale. È decidere di avere per sempre il cuore che cammina per il mondo fuori dal proprio corpo.”

Avevo 19 anni. Partivo con un biglietto di sola andata per l’Australia.
Sprovveduta. Impreparata. Impetuosa.
Spaventata in fondo.
Fiera e decisa in superficie.

Dopo un viaggio di due giorni a dir poco turbolento, atterro ad Adelaide sana e salva.

Mi sistemo a casa di un amico, apro lo zaino e trovo questa lettera di mia mamma (“PAROLE A UNA FIGLIA”, una poesia in realtà) nascosta tra i vestiti.

Lei che non ha cercato di impedire la mia partenza, anche se annunciata solo una settimana prima.
Ma mi ha abbracciato forte e mi ha sussurrato “Stai attenta amore”, prima di vedermi scomparire dentro l’aeroporto. Piccolissima dietro a quello zaino pieno di sogni.

Pochi giorni dopo ho lasciato Adelaide e sono partita, da sola, per Cairns.
Chiamavo a casa una o due volte a settimana per rassicurare tutti ma nessuno sapeva esattamente dove fossi e che viaggio incredibile stessi vivendo.
A lei ho raccontato soltanto molti anni dopo quello che era successo in quel continente lontano, e ricordo il suo sguardo pieno di orgoglio, mentre mi diceva: “Dovresti scriverne un libro!!”

Ecco, io vorrei riuscire a diventare quel tipo di mamma lì.

Quella che pianta il seme bene in profondità, poi resta lì a guardare che il fiore cresca.
Anche sotto le intemperie; senza sradicarlo e metterlo in vaso.
Senza coprirlo con un tetto che magari lo farà seccare.
Senza innaffiarlo di continuo per paura che soffra; perché il fiore sa di quanta acqua ha bisogno per crescere.

Quel tipo di mamma che resta a guardare da vicino (a volte con il corpo, altre con lo spirito, ma soprattutto e sempre, con il cuore) che la primavera finalmente arrivi e che il fiore riesca a sbocciare.

Perché è inevitabile che la primavera arrivi, sempre, dopo l’inverno.

E se il seme sarà piantato in profondità e accudito con amore, sboccerà nonostante le intemperie; e, in quel momento, non ci sarà soddisfazione più grande che essere testimoni di una ritrovata primavera.

~

(A mia mamma. Testimone da dietro le nuvole, dell’arrivo della primavera. E a mia figlia. Terra fertile su cui, sono certa, cresceranno bellissimi fiori).