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Messico e Nuvole – Primo Capitolo

Si intitola così la playlist che ha accompagnato il nostro viaggio in Messico.

Sì perchè io e Bianca abbiamo una playlist per ogni viaggio, per ogni momento della giornata, per ogni situazione o umore. Il nostro primo viaggio itinerante meritava di essere celebrato, anche musicalmente.

Il Messico. Un viaggio EPICO.

Quest’anno ho fatto le cose in grande, mi sento pronta e sicura di me, ho voglia di sorprenderla e di farle conoscere un paese e che mi aveva stregato sin dalla prima volta che ci avevo messo piede.

aaaaahhhh la prima volta! Avevo 19 anni ed era il mio primo viaggio oltreoceano, partivo con uno zainetto Napapijri e due amici viaggiatori esperti, e ancora ricordo con esattezza la sensazione di gioia, stupore ed eccitazione che ho provato scendendo dall’aereo. Il Messico mi ha conquistato al primo sguardo, ed ero sicura che Bianca avrebbe provato la stessa meraviglia di fronte a quei colori, a quei sapori e a quella cultura così affascinante.

Per coinvolgerla ed incuriosirla inizio a lavorarla sui fianchi con mesi di anticipo (*fatelo sempre, vi aiuterà ad invogliarli ed appassionarli!), raccontandole la storia di Frida Kahlo e Diego Rivera (lei ama dipingere e ama le storie, soprattutto se coinvolgono donne ribelli e battagliere), mostrandole fotografie ed immagini dei posti che avremmo visitato e dell’arte messicana così intensa e colorata. Le leggo racconti sulle antiche civiltà Maya che in un attimo la trasportano in quei mondi fantastici che prendono vita solo nelle teste dei bambini; ci ho messo tanto per scegliere la meta del nostro primo viaggio e certamente non me ne sarei pentita.

Sapevo, però, che sarebbe stato un viaggio pesante, per me ma soprattutto per lei, avevo in mente un itinerario zaino in spalla (Yucatan e Quintana Roo) con tanti spostamenti e sbattimenti che sarebbe durato poco meno di un mese e che si sarebbe definito giorno dopo giorno (ho prenotato solo le prime due tappe a Holbox e Valladolid). Decido quindi, che si merita un regalo sulla fiducia, qualcosa che la lasci senza parole e che le dia la giusta dose di carica ed eccitazione per affrontare quel lungo viaggio. Ecco perchè ho organizzato la tappa a sorpresa a DisneyWorld…

Ma di questa fuga dalla realtà durata 48 ore, ne ho parlato già in un articolo di qualche settimana fa, ora è tempo di togliere gli orpelli, mettere lo zainetto sulle spalle e partire per l’isola di Holbox, prima tappa del nostro viaggio in Messico.

Iniziamo col botto dunque, per testare subito resistenza e resilienza 😉: partiamo da Orlando con un volo per Cancun, un bus per cambio di Terminal, uno shuttle condiviso fino al porto di Chiquilà, una barca per Holbox e un passaggio in golf car (unico mezzo a circolare sull’isola), per raggiungere la nostra casa sulla spiaggia.

Ci sono tante compagnie di shuttle che organizzano il trasporto Cancun aeroporto / Chiquilà, costa sui 30/40 € a persona e se hai la fortuna di trovare il tuo autista (in Messico gli orari di appuntamento sono totalmente indicativi e hanno una flessibilità di circa 2,3 o 4 ore, fatevela prendere bene sin da subito 😅), il viaggio fino al porto è breve, senza soste e con aria condizionata sparata a cannone (altra tipicità messicana).

Come sempre l’unica che si lamenta per la pipì e l’aria condizionata sono io….

Hey Hey Hey, ma è possibile che questa bambina abbia più resistenza e sopportazione di me? questo è stato il mio primo pensiero.

Il secondo è stato: Sei una pivella Benny! Guarda e Impara!

Così, galvanizzata dal primo approccio di Bianca con il Messico, sbarco a Holbox piena di sole e sabbia bianca negli occhi, felice come poche altre volte sono stata.

La prima settimana la trascorriamo a ciondolare sull’isola, scalze e allegre da fare schifo, raccogliamo conchiglie, parliamo coi gabbiani, giriamo in bici alla scoperta di ogni angolo di questa piccola e magica lingua di sabbia del Golfo del Messico.
I proprietari della bellissima casa che abbiamo affittato (https://www.booking.com/hotel/mx/casa-mango-holbox.it) sono italiani, una fantastica coppia con due bambini che vive sull’isola da tanti anni, è bastato scambiare qualche parola e subito le energie positive si sono incrociate. Condividere la quotidianità con loro ci ha regalato una conoscenza più profonda dell’isola e della vita locale e una magnifica compagnia per Bianca che finalmente poteva giocare con altri bambini e scrollarsi sua madre di dosso per un po’ 😁

Il tempo vola ed è già ora di rimettersi in cammino; prossima fermata Valladolid (golf car + barca + 2 bus, per non smentirmi mai 😅). Una cittadina coloniale dal fascino incantato che mi sembrava un buon punto di partenza per esplorare l’area circostante caratterizzata da lagune rosa, siti Maya nascosti nella giungla e fiumi da percorrere in barca alla ricerca di coccodrilli.


Ho prenotato una stanza su Airbnb (su booking non avevo trovato nulla di interessante e prezzi sopra la media) che scopro essere un po’ fuori dal centro città ma con biciclette a disposizione gratuitamente e una cucina condivisa che fa sempre comodo per quando siamo troppo stanche per uscire a cena. Spendo 20€ a notte circa, un prezzo più che onesto per questo periodo (https://www.airbnb.it/rooms/14313437?guests=1&adults=1) c’è una piscina – che non usiamo perché siamo sempre in giro – e lo staff più gentile mai incontrato. Abbiamo ricreato qui il nostro nuovo nido, e siamo super emozionate di cominciare ad esplorare.


Leggo di un hacienda (https://www.tripadvisor.it/Attraction-Hacienda_San_Lorenzo_Oxman-Valladolid_Yucatan_Peninsula.html) non lontana dal nostro albergo dove si trova un piccolo e profondo cenote


(*il cenote è una grotta di origine calcarea con presenza d’acqua dolce, sacro nella cultura Maya che lo riteneva una porta di accesso al mondo spirituale); ho parlato tanto a Bianca di questi cenotes e non vedo l’ora di farglieli vedere. Saltiamo in sella alla nostra bici e canticchiando ci dirigiamo verso San Lorenzo Oxmal.

Non ci sono turisti, siamo solo io e lei, salutiamo i padroni di casa e chiediamo se possiamo scendere nella loro grotta (mica è da tutti avere una grotta sacra in giardino, penso nel frattempo…🤔), rispondono con un sorriso e con un allegro “¡Sì Señora!” e ci accompagnano verso le scale che conducono al cenote. 
Siamo senza fiato. È uno spettacolo incredibile. Bianca vuole fare subito il bagno, l’acqua è ghiacciata e come al solito io tentenno un po’ prima di accontentarla e tuffarmi dalla scaletta insieme lei.

Ecco però che arriva qualche impavido turista che, senza indugio, si tuffa dalla carrucola posizionata ad una altezza di 100 metri circa (percepiti – effettivi forse 10)

Non l’avesse mai fatto. Parte l’azione di convincimento di Bianca per vedermi immolata nell’acrobatico tuffo. Io che soffro terribilmente di vertigini e che sono paralizzata dalla profondità di quel buco d’acqua blu che sembra condurre alle viscere della terra.

“Mamma devi superare le tue paure” 😒 “Mamma è solo un tuffo”, “Mamy dai, dopo di te mi butto io”

Tirarsi indietro non è da me. Davanti ai suoi occhi poi..!

Chiudo gli occhi, urlo “OHHHMIOOODIOOOO”, e mi butto – un tuffo rovinoso che rimarrà nella storia. Appena riemergo dall’acqua (fredda freddissima) trovo Bianca pronta a buttarsi al grido di “Mamyyyy lo voglio fare anch’io!!!”

Naturalmente non gliel’ho fatto fare – non credo fosse indicato per bambini di 4 anni 🙄- ma vista la buona ed incoraggiante riuscita dell’impresa, ci siamo poi avventurate alla scoperta di altri cenotes dove anche lei si può tuffare a bomba mentre io faccio finta di non avere paura. (Cenote Zací – dentro la città e accessibile a tutti “bajo su riesgo” – nel senso: a vostro rischio e pericolo 😁 http://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g499453-d153659-Reviews-Cenote_Zaci-Valladolid_Yucatan_Peninsula.html )

In questi giorni passati pedalando da un cenote all’altro, nel nostro primo “vero viaggio” insieme, si insinua in me una profonda convinzione:

Portandola in giro e aiutandola ad affrontare le sue paure, il più delle volte aiuto me stessa a combattere e superare le mie.

Perchè lei non mi giudica, ma mi fa da specchio. Per lei io sono un’impavida super-eroina, che affronta la vita con coraggio. Potrei mai barcollare davanti a un tuffo nel cenote? Anche se poi scivolo dalla carrucola e cado rovinosamente in acqua, l’ammirazione nei suoi occhi è gratificante; di sicuro la più grande fonte di self-confidence a cui avrò mai accesso.

▶️▶️▶️▶️To be continued……………..🇲🇽