brasile

DI AMORE E LIBERTA’

Gennaio 2020, Ceará – Brazil Le giornate a Tatajuba scorrono con lentezza. Che non è mai noia nell’accezione negativa del termine. É riempire il tempo di cose semplici. Camminare. Parlare, sempre, tantissimo. Ascoltare la musica, sempre, tantissimo. Cucinare, mischiando le provviste per inventare sempre un...

METAMORPHOSIS

Era un pomeriggio di metà gennaio. Buio, umido e freddo. Una di quelle giornate impenetrabili, che mi scivolano addosso senza neanche il tempo di riunire i pensieri che è già sera, e noi dobbiamo sbrigarci per andare in aeroporto. Ero ansiosa e irascibile da una...

Coisas mais lindas 🌺 {le cose più belle}

“Adoro questo momento! E’ la cosa più bella della mia vita!!” dice riemergendo dall’acqua calda della laguna. Siamo tra le dune di sabbia, in uno scenario di una bellezza surreale. Ha iniziato a piovere e noi stiamo lì dentro la laguna di acqua dolce a...

Walking on the moon

Walking on the moon

Dopo giorni luminosi e confusi, di emozioni forti e tramonti mozzafiato, siamo tornate a Tatajuba. Si torna sempre nei luoghi in cui si è amata la vita. Diceva Chavela Vargas. La tormenta è passata; lo dice il satellite e lo dicono anche i nativi, che...

Ciò che l'universo ha creato libero ...

Ciò che l’universo ha creato libero …

Come siamo arrivate a Tatajuba e tutti gli avvenimenti successi sulla famosa strada delle emozioni non li racconterò adesso. E forse neanche dopo. Ma succede un giorno che prendiamo un passaggio da Antonio il muratore sul suo camion da lavoro. Saliamo sulla chiatta che divide...

Muito legal

Muito legal

Sveglia alle 4.30 nella favela. Ore di sonno 3. Le altre 3 le ho passate a guardare Rio dalla finestra. Sveglio Bianca (vedi alla voce traumi infantili) che in 5 minuti è inaspettatamente lucida. Ci vestiamo, prendiamo gli zaini e ci incamminiamo verso la strada...

marocco

Come si scrive Marrakech?

Siamo a casa. O perlomeno siamo in quella che da qualche giorno chiamiamo “casa”. Due stanze in affitto, un bagno in comune, una cucina minuscola e una zona “giorno” a cielo aperto, con un tavolo ed un divano. Dove la sera entra un freddo glaciale...

sri lanka

L’isola della gioia

“Bianca non allontanarti, ci sono le onde!!” Mi sento urlare dalla riva. Non avrei mai detto di diventare la mamma che strilla dal bagnasciuga. Pensavo forse che sarei rimasta sempre la bambina spericolata tra le onde. Bianca risponde un “siiii Mammaaaa” non troppo convinto. Proprio...

WHEN YOU GO THROUGH DEEP WATERS, I WILL BE WITH YOU. 🐋 E allora è così che durante una delle nostre lente colazioni, parliamo al signore (che non capirò mai come si chiama davvero) della nostra seconda missione… (Ricordate le tre missioni sancite con la promessa prima di partire?) …”Si possono vedere le balene in questa stagione?” Ci risponde che c’è un amico che porta i turisti a vedere le balene e che lo avrebbe chiamato per dirgli se potevamo salire sulla barca del giorno dopo, in partenza all’alba dal porto di Mirissa. E che sì, se eravamo fortunate, avremmo forse potuto avvistare the Blue Whale, la grande balena azzurra. Alle 5:30 del giorno dopo, un tuk tuk ci aspetta sotto casa. Io sono verde per aver passato la notte sulla tazza dopo una cena a base di una zuppa misteriosa. Bianca come sempre, è super eccitata, e in cinque minuti è incredibilmente vestita, lavata e pronta ad uscire (è ovvio che non avesse mangiato la zuppa😅). Partiamo dal porto al sorgere del sole. Ci sono solo giapponesi sulla barca; nonni, genitori e nipoti che si fotografano e postano foto sui social in modo quasi ossessivo, e una signora (sempre giapponese) che soffre di mal di mare, seduta proprio accanto a me. Che solo a guardarla, mi sentivo mezzo male pure io. 🥴 Ci servono una colazione traballante a base di sandwich banane e tè, difficile da mangiare giù per me che sono ancora un po’ verde ma che Bianca ingurgita con gioia e con la sua risaputa lentezza serafica. Dopo un’ora e mezza di navigazione ci fermiamo. Sballottati un po’ dal gorgoglìo delle onde. Tutti con lo sguardo fisso verso il mare. “Sono qui intorno” ci dice il capitano (mi fa un po’ ridere chiamarlo così e se lo aveste visto, capireste 😄) che ci ha raccontato TUTTO quello che sa sulle balene durante la lenta navigazione, mentre cercavo di non guardare la signora che mi vomitava di fianco. 😟 La abbiamo intravista un paio di volte (la balena! proprio la balena intendo!) urlando come delle fan un po’ cretine al concerto di una boyband. REPORT THIS AD Poi finalmente sono riuscita ad afferrare il telefono e riprendere la sua schiena mentre le mani di pastafrolla mi tremavano per l’emozione. E niente. È stata la cosa più bella. Del mondo. Dell’intero universo. E scoppiettanti di entusiasmo ci facciamo l’occhiolino – cioè lei lo fa a me perché io non lo so fare in realtà. “Mamma abbiamo compiuto la nostra seconda missione” ✔️ E ci diamo il cinque fissandoci incredule. E io rido e mi sento un po’ una fata-realizza-desideri, un po’ una supereroina, che è quella sensazione magica che ti fanno provare i bambini quando ti guardano con quegli occhi lì. E lei mi guarda spesso con quegli occhi lì. E allora io voglio compiere altre millemila missioni con te. E realizzare altri centomila desideri se prometti di guardarmi sempre con quegli occhi lì. Che poi anche se non lo farai più, io li realizzerei lo stesso i tuoi centomila desideri. Sono le undici, o forse mezzogiorno… non so. Il tempo in mezzo al mare è sempre dilatato. Io non sono più verde, la signora vicino a me non vomita più e il ritorno al porto ci sembra passare in un battito di ciglia. REPORT THIS AD Come quando stai facendo qualcosa di bello. Scendiamo dalla barca salutando tutti – pure i giapponesi strani e la signora col mal di mare, i marinai e il nostro amico Capitano – traballanti di mal di terra e di felicità. 🐋

Della Balena azzurra e di altri desideri

WHEN YOU GO THROUGH DEEP WATERS, I WILL BE WITH YOU. 🐋 E allora è così che durante una delle nostre lente colazioni, parliamo al signore (che non capirò mai come si chiama davvero) della nostra seconda missione… (Ricordate le tre missioni sancite con la...

MEssico

il giardino felice

Il giardino felice

C’è questo posto ad Holbox, si chiama Le Jardin 🌱 ed è gestito da un simpatico ed energico signore francese che sforna croissants e pains au chocolate come se fosse a Rue du Faubourg Saint-Honoré. Ecco, qui veniamo a fare colazione ogni mattina. È uno...

messico e nuvole pt2

Messico e Nuvole – Secondo capitolo

Valladolid è davvero bellissima. Girare in bici fra piccoli bar museo, cenotes e parchi cittadini, è diventato il nostro passatempo preferito. Ma da mesi avevo parlato a Bianca della navigata sul Rio Lagartos, dei fenicotteri, delle rovine Maya di Ek Balam e di quel tratto...

messico e nuvole pt1

Messico e Nuvole – Primo Capitolo

Si intitola così la playlist che ha accompagnato il nostro viaggio in Messico. Sì perchè io e Bianca abbiamo una playlist per ogni viaggio, per ogni momento della giornata, per ogni situazione o umore. Il nostro primo viaggio itinerante meritava di essere celebrato, anche musicalmente....

ibiza

Ibiza wonderland

Una cosa non ho mai capito di Ibiza. Perché quando mi chiedevano con chi stessi partendo, alla risposta: con Bianca! tutti scoppiassero a ridere o sogghignassero come a dire “ma sei seria?” Mai stata così’ seria. Non ero ancora stata su quest’isola incantata di cui...

sicilia

è felice essere felici in sicilia

E’ facile essere felici in Sicilia

…bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana. Scrive così Francine Prose nell’avvincente racconto di un viaggio attraverso la terra, la storia e il presente della Sicilia (“Odissea Siciliana” – F. Prose) Me la sono sognata per anni, La Sicilia, chissà poi perché non...

COSTA RICA

Our hearts are beating like jungle drums

Wherever you go, go with all your heart

Prenotare una notte in hotel al nostro arrivo, si è rivelata una delle scelte più intelligenti che ho preso finora. L’esperienza degli anni precedenti mi ha fatto inoltre optare per la prenotazione di uno shuttle invece del bus locale che impiega un numero imprecisato di...

Our hearts are beating like jungle drums

Our hearts are beating like jungle drums

E’ il 2016, Bianca ha quasi tre anni, parla, corre, canta insieme a me e fa sempre tanto ridere. Ma non mi sento ancora pronta per un viaggio itinerante, spesso la prendo in braccio o sulle spalle avendo bandito l’uso del passeggino, e ancora si...

La prima volta non si scorda mai

La prima volta non si scorda mai

La prima volta Bianca aveva 20 mesi; ma non essendo una forma di parmigiano, diremo un anno e mezzo, quasi due. Quella fase in cui sono teneri ed indifesi, non si esprimono ancora, non capisci se piangono per dolore, disagio, fastidio e le quattro sillabe...